Racconti delle proprie emozioni

PREMESSA_________________________________
E quindi…non racconti erotici, ma racconti stracciati dai libri che sembrano essere lo specchio della nostra vita.
Ecco che mi sono ritrovata a leggere questo racconto, specchio della mia vita attuale e vi racconto attraverso di esso, quello che sono, le emozioni che vivo, le immaginazioni che faccio vivere al mio compagno.
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Il mio lui lo chiamiamo Igo e io sono Lara.

I RACCONTI EROTICI DI Shekhmet
Una giornata particolare ( by Shekhmet)
I
Mattino presto, la giornata frizzante, i colori del cielo cangianti d’azzurro con qualche nuvola sparsa qua e la come in un dipinto, il mare con le onde che s’infrangono lente come se anch’esse fossero ancor assonnate, le spalle alzate e le mani in tasca tutto  rannicchiato in se per l’aria frizzantina , passi lenti morbidi ma quasi saltellanti di balletto, gli occhi quasi socchiusi per imprimere nei ricordi le sensazioni di quel benessere mattutino, le narici dilatate a catturare i profumi delle panetterie e bar, quel profumo di caffè che prende i sensi, era cominciata così quella mattina.

Entrò in un caffè in punta di piedi davanti al bancone del bar, aspettava la sua tazzina di caffè, ne pregustava già l’aroma, quando una donna decisamente graziosa con un balzo quasi felino si avvicinò, gli afferrò il viso, lo guardò intensamente negli occhi e avvicinando le labbra a quelle di lui gli sussurrò:

” Baciami, amami con tutta la passione
che hai, come quella che io ho per te……ti amo” e lo baciò.

Igo con gli occhi sbarrati, colmi di imbarazzo le afferrò i polsi per distoglierla dal suo intento, ma quel bacio era così intenso, che piano piano, gli occhi gli si offuscarono, la pelle di lei emanava un profumo sensuale, al quale Igo non sapeva resistere, più tentava di opporsi più era catturato, avvolto, da quella ragnatela di passione, non gli importava più nulla, nemmeno della gente attorno che li guardava, alcuni distrattamente e taluni con evidente sconcerto e invidia.
Lei riaprì gli occhi che aveva chiuso per assaporare fino in fondo quel momento così magico, si ricompose , lo guardò intensamente e gli disse:” Bene amore, ci vediamo”.Si voltò e con un’andatura sinuosa, sexy e un risolino malizioso, s’incamminò sbirciando con
 a coda dell’occhio la faccia inebetita di lui.Igo incredulo trasognato la vide sparire in un portone, lei era, era , dio era lei ma che ci faceva li in questo luogo di mare dove lui era , senza pensare a nulla e se ne stava amava rifugiarsi, come faceva a sapere , chi le aveva detto che lo avrebbe trovato e ora come avrebbe fatto a rintracciarla e mentre nel suo cervello era tempestato da tutte queste domande il barista alle sue spalle gli disse :

” mi perdoni signore ma il caffè ormai è diventato freddo desidera gliene faccia un altro?”

II
Igo bevve il caffè che ovviamente il barista gli aveva rifatto e uscì ancora un po’ frastornato e quasi si dimenticava di pagare, s’avviò verso casa ma il pensiero era a lei, Lara, si fermò un momento quasi a dover prendere fiato un brivido le percorse la schiena, timore misto ad eccitazione pervase il suo corpo, si sentiva pietrificato le gambe instabili, quella donna lo aveva annientato travolto si sentì mortificato , un uomo come lui provare simili sensazioni. Lei era così dolce tenera all’apparenza, una creatura da proteggere, delicata nei lineamenti e nei modi gentile, paziente un angelo, si un angelo sceso sulla terra, semplice di poche pretese, l’emozione era forte per Igo s’accorse che il suo sentimento per lei non era cambiato anche se ci aveva provato con tutte le forze si era dovuto allontanare, fuggire, scappare se voleva mantenere ancora un barlume di lucidità per non smarrirsi in una strada di non ritorno, la odiava e allo stesso tempo l’amava, rammentava le frasi di Catullo

“ Odi et amo. quare id faciam, fortasse requiris. nescio, sed fieri sentio et excrucior.” e si rese conto di quanto potessero essere vere e sempre attuali quelle parole nonostante i secoli.

Lui l’aveva conosciuta bene fin nel profondo, nell’interezza, sapeva come fosse capace di trasformarsi e come la mente di lei viaggiasse senza limiti, senza mete, libera in ogni cosa, e in lui tutto ciò accresceva la curiosità la voglia di scoprirla tutta anche nei minimi anfratti e amava la voglia di sperimentare di lei , così remissiva, ligia all’apparenza  (“sono costretta”- diceva – la società impone l’ipocrisia si deve salvare la facciata se sivuole andare avanti, tutto deve avere una parvenza di rispettabilità, la parte di noi non visibile agli altri che è alla fine più vera perché priva di limitazioni di preconcetti deve restare in ombra, e noi stessi la ignoriamo , è quella parte che appartiene all’istinto perciò nemmeno a noi non sapendo come essa sia esattamente se non sperimentandola avvicinandoci con timore, quella parte che ci fa dire che sia quel che sia, senza ostacoli, se così non fosse seguiremmo uno schema e allora vi sarebbe un’incongruenza con l’altra parte di noi)

Lei era quella che riusciva ad insinuarsi nella mente, nelle viscere,lentamente poco alla volta, diventava come una seconda pelle, era da odiare e amare.

Igo ricordava benissimo i loro dialoghi, ore e ore a parlare, ogni attimo era un’eternità se non si sentivano, il loro respiro era uno solo, i loro incontri un dare e avere, lei dava , per poi riprendersi tutto con gli interessi. Ricordava bene la voce sensuale capace di portare all’eccitazione solo sentirla, il suo profumo, il suo odore, le labbra, la pelle morbida di seta, velluto dove le mani scivolavano fino ai seni tondi al punto giusto e dove lui si perdeva, i fianchi torniti , lo sguardo da tanto angelico a tanto infernale quasi posseduta nei momenti cruciali del sesso, era calice pronto ad accogliere il piacere e determinata nel prendere, pretendere pronta ad graffiare a lacerare le carni a difendersi verso chi volesse dominarla, questa ambiguità, passiva e attiva questa ambivalenza la rendevano imprevedibile e Igo l’amava per queste cose e la temeva e la cercava, da lei aveva tutto, e nei momenti in cui lei,
Lara scappava per rifugiarsi nel suo mondo, nella sua tana -“ a leccarsi le ferite della vita
“- diceva –“ a risanare gli squarci che la paura di amare le procurava nel cuore” – lui si
ritrovava sperso senza più un punto fermo, si sentiva SOLO.

III
Igo era come assente, tutto attorno non aveva suono, vedeva solo la strada verso l’albergo dove alloggiava, ogni tanto si fermava per prendere fiato aveva bisogno di respiri lunghi, profondi, che lo alleggerissero da quella morsa nel cuore procuratagli l’incontro con lei, Lara, chiudeva gli occhi per ricacciare le lacrime, quanta sofferenza, quanto dolore era tornato in superficie: La mattina era iniziata così carica di profumi di benessere, serena, ora invece una
tempesta di ricordi aveva travolto tutti i granelli di sabbia che egli aveva sistemato con
cura. Era uno straccio, quella maledetta , era sempre stato così il loro rapporto. tanto felice
spensierato un mondo di favola, quanto tumultuoso e annientante, bastava una frase sferzante di quelle che lei sapeva dire che colpiva come un colpo di frusta e Igo sprofondava in dubbi sensi di colpa per qualsiasi cosa, a volte non era tanto quello che diceva ma il come lo faceva il tono che usava i sottointesi , lei era sottile pungente sapeva creare in lui inquietudine
tormento questo lo rendeva inerme.

Igo si domandava dove lui sbagliasse, cercava di accontentarla, assecondarla, non creare i presupposti per qualche battuta tagliente che lo feriva più di uno schiaffo, ma con lei era sempre un’incognita, quando tutto era tranquillo era così bello discutere, ridere, giocare, ma alla fine lei era sempre sarcastica che lo ammutoliva. Eppure lei era così importante, era nelle vene, il suo sangue l’ossigeno, l’amava profondamente sinceramente, lei era leggera come una piuma, morbida come labbra da baciare e quel sorrisetto del cazzo che lo faceva impazzire, sapeva ammansirlo, sarebbe stato ore e ore a guardarla e quando lo faceva gli occhi gli brillavano per le lacrime lo emozionava.

La paura di perderla era costante e temeva che a lungo andare quella sofferenza potesse portarlo a preferire di non vederla più ad essere abbandonato pur di mettere fine a quella dolia , ma avevano così tante cose da fare tante sperimentazioni mettere in atto, Igo voleva scoprire ogni cosa con lei, ma con lei, insieme a lei. Quando parlavano, per ore e ore dei loro desideri da realizzare avevano lo stesso trasporto, gli stessi gusti, la complicità li rendeva unici , un’unica persona, quante fantasie da provare , ma accadeva che talvolta che Lara alla resa dei fatti si tirasse indietro, la coerenza non era la sua forza.

Un giorno Igo in uno dei loro discorsi le disse : “ Voglio darti prova del mio amore, a prescindere dalle tue azioni, io ti amo indipendentemente da tutto, voglio che tu mi tradisca che tu faccia l’amore del sesso con un altro uomo , voglio che tu ti faccia scopare, sbattere, quello che vuoi, voglio che tu non abbia catene, che tu ti senta libera come l’aria che ti da la vita e non l’aria che ti soffoca, fallo amore fallo per me, io lo voglio perché ti amo incondizionatamente”.
Lara accettò la proposta, la voglia di sperimentare era tanta, la curiosità di fare un’esperienza simile la eccitava all’inverosimile e anche Igo ne era anche stuzzicato. Tra Lara e Igor vi era un rapporto di complicità, erotismo, perversione, era eccitante per entrambi istigarsi, questo gioco, che per Igo non lo era più di tanto, era un modo per dare prova a quella puttana di donna che gli aveva preso anche l’anima, lei era ogni cosa Il giorno dell’incontro tra Lara e lo sconosciuto per Igo fu terribile un patimento inverosimile, desiderava nel so cuore che lei si tirasse indietro all’ultimo momento dicendogli che non ce l’aveva fatta, che non se la sentiva, che aveva troppo bisogno di lui, ma allo stesso tempo voleva che si sentisse libera, darle prova del suo amore indipendentemente.
Ore di ansia , di sofferenza, di paura che poi tutto potesse cambiare tra loro, allo stesso tempo la odiava per quel che faceva, doveva rifiutarsi gettare la spugna per lui e allo stesso tempo era felice per quel gesto lui concedeva a lei la libertà dell’essere,  (buffo pensava tra se e se Igo, m’ha sempre fatto pesare le mie amicizie, che persone potessero ruotarmi attorno e poi lei in un battibaleno trova chi la fotte, ma non importa non fa niente, io l’AMO )

IV
La situazione lo eccitava e lo faceva impazzire. Le ore passavano interminabili, erano momenti di impazienza di sensazioni ed emozioni inspiegabili, Igo era in attesa.  Una prova voleva Igo da Lara, voleva essere certo che fosse tutto vero ciò che sarebbe accaduto e le chiede una foto tramite MMS di lei con l’altro, del tradimento (anche se lui si ostinava a non consideralo tale, ma un dono che lui offriva alla donna che pazzamente amava), le prove si, una foto da inviargli a cose fatte. L’attesa era penosa, ma eccitante il pensiero che lei era tra le braccia di un altro che avesse stretta fra le cose il piacere e che un altro potesse provare quanto era brava, come
sapeva far perdere la testa, la cognizione del tempo e delle cose, rendevano la situazione più accettabile perchè lui sapeva che lei era lui che amava, sarebbe bastata una sua parola e non sarebbe accaduto nulla lei avrebbe rinunciato, loro erano complici uniti da qualcosa che andava oltre, potevano raccontarsi e fare le cose più impensate, imprevedibili, perverse, potevano tutto senza che uno pensasse che l’altro fosse pazzo, quella complicità che non esiste tra persone comuni, nemmeno tra quelle che dicono di amarsi, ma che desiderano solo la parte dell’altro a loro più congeniale, che fa comodo, Igo e Lara si amavano invece senza egoismi, per quello che erano fin nel profondo più profondo dell’istinto, quello che la gente aborrisce per pura ipocrisia. Era impaziente non sapeva cosa pensare, sperare. Arrivò l’MMS, lo visualizzò, era la foto di Lara e un uomo che le baciava il collo, lo sguardo di lei era come di sfida, -“era quello che volevi Igo ?” – ebbene lei glielo offriva. Igo era nervoso ma leggero si era
liberato di quell’attesa, ora sapeva. Arrivò un secondo MMS era stupito non se lo aspettava , lo visualizzò e ai suoi occhi apparve la figa di lei penetrata da un membro, la foto era così nitida da sembrare quasi presente, NO, non poteva fargli questo come aveva potuto, puttana, troia, ma più guardava la foto e più si eccitava, sentiva il corpo in un brivido di stupore e di piacere,
sentiva il suo cazzo gonfiarsi il sangue fluire nelle vene tutt’attorno era duro, ma che gli accadeva doveva essere accecato dall’ira e invece aveva il suo coso gonfio fino a fargli
male tanto che dovette slacciare i pantaloni e abbassare i boxer per tentare di sistemarlo, mentre armeggiava il suo membro guardava la foto, come avrebbe voluto essere lì sentirla gemere guaire come una cagna e vederla dimenare sotto quell’ uomo essere spettatore e volendo partecipe, era eccitato come non mai, le sue mani scivolavano piano sul suo membro rigido, sanguigno il piacere ora lo dominava, e più guardava al foto e più le mani si muovevano dall’alto al basso fino ad accarezzare lo scroto e poi salivano, il ritmo cresceva gli occhi chiusi le labbra asciutte per il respiro affannoso, la testa reclinata all’indietro abbandonata al piacere, la mano scorreva ritmica sentiva l’odore li Lara, la immaginava mentre gli diceva :

- Si, così, da, scopami, ora piano, piano, più forte, no, no aspetta non venire ora,
ancora un po’, come sei bravo come mi piace, mi fai impazzire, dai, dai, ancora, ora ora ora !!!!!

- la mano di Igo non aveva più freno non era lui che ordinava ma il desiderio l’eccitazione la voglia irrefrenabile di giungere all’orgasmo, far uscire tutto lo sperma che premeva che esplodeva in tutta la sua forza. Igo sentì la mano calda scivolosa…cazzo era venuto.

Quella maledetta era riuscita a farlo godere anche così.

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Attendo altri racconti da parte vostra!

Kiss you

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